Un potente ipoglicemizzante naturale ? il

Ganoderma

L’organismo è formato da milioni di cellule che hanno bisogno di energia per funzionare, a questo scopo gli alimenti sono trasformati in uno zucchero (glucosio), che giunge alle cellule grazie alla circolazione sanguigna ed è una delle sostanze necessarie alle cellule per produrre energia.

Inoltre, l’organismo è in grado di produrre glucosio a partire da precursori non zuccherini (amminoacidi delle proteine del muscolo, glicerolo del grasso corporeo, etc), attraverso la così detta gluconeogenesi epatica, processo necessario in caso di carenza di glucosio nel flusso ematico (digiuno prolungato o intensa attività fisica).

Il glucosio viene assorbito dalle cellule solo se queste hanno abbastanza porte di ingresso per il glucosio (trasportatori del glucosio) e se il pancreas produce una sostanza chiave necessaria per aprire queste porte (insulina).

Il diabete di tipo 2 (chiamato anche diabete dell’adulto) si verifica quando la quantità di insulina è sufficiente, però il numero di porte che permettono l’ingresso del glucosio è troppo scarso. Il risultato di questa situazione è un ridotto ingresso di glucosio nelle cellule ed un aumento dei suoi livelli nel sangue (iperglicemia). L’iperglicemia cronica rappresenta un noto fattore di rischio per lo sviluppo di differenti malattie cardiovascolari, incluse ipertensione ed ictus.

I ricercatori della The Chinese University of Hong Kong hanno verificato l’eventuale effetto ipo-glicemizzante (capacità di ridurre i livelli di glucosio nel sangue) dell’estratto di Ganoderma Lucidum (GL). I risultati ottenuti indicano che l’estratto di GL riduceva in maniera significativa i livelli di glucosio nel sangue di topi diabetici già dopo la prima settimana di trattamento. Un calo dello zucchero plasmatico si osservava anche in topi normali (non diabetici). A questo punto, i ricercatori sono andati alla ricerca del meccanismo d’azione responsabile dell’effetto ipoglicemizzante e hanno trovato che il consumo di GL causava nei topi una riduzione dell’espressione genica della fosfoenolpiruvato carbossichinasi (PEPCK) epatica, una proteina fondamentale nel processo di sintesi del glucosio (gluconeogenesi). Meno produzione di glucosio, meno glucosio nel sangue.

Inoltre, il gruppo di ricerca ha analizzato mediante la sofisticata tecnica HPLC le molecole presenti nell’estratto di GL utilizzato negli esperimenti e tra queste era presente l’acido ganoderico A, appartenente alla famiglia dei triterpeni.

Concludendo, gli autori affermano che il consumo di GL può esercitare un effetto ipoglicemizzante nel diabete di tipo II, probabilmente attraverso una diminuzione della gluconeogenesi.

Bibliografia: Phytomedicine 16, 426-436, 2009

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3189773/

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Mirco Compagnone (biologo).

Dr. Mirco Compagnone

Laurea in Biologia Umana (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”)
Laurea Magistrale in Biologia ed Evoluzione Umana (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”)
Dottorato di Ricerca in Biochimica e Biologia Molecolare (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”)
Ricercatore in campo oncologico
Autore di numerose pubblicazioni scientifiche su giornali internazionali

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